Bud Spencer, il successo, la fede

Bud Spencer, il successo, la fede

I Romani sminuivano la fede dei primi cristiani ritenendola legata a una sorta di convenienza psicologica: molti di loro erano poveri, reietti e si aggrappavano così all’idea di un’aldilà di riscatto, un Regno dei Cieli in cui gli ultimi sarebbero stati primi e così via. Avrebbe sancito l’idea, secoli dopo, un lapidario Karl Marx: “La religione è l’oppio dei popoli”. Peccato l’avessero già smentito i tanti cristiani appartenenti a famiglie patrizie romane, alcuni dei quali scelsero il martirio pur di accogliere quella fede. E non si può certo dire che se la passassero male: Domitilla, per esempio, era nipote dell’imperatore Vespasiano (qui la sua storia).

Sì, anche per loro quella fede era una convenienza, ma di altro genere: aveva a che fare con la bellezza, la pienezza della vita. Essere cristiani non era un fatto di comodo, ma di rischio. La convenienza, e la verità, dovevano essere così grandi da giustificare la perdita di status e indurli a mischiarsi in fraternità con uomini semplici che mai avrebbero frequentato.

Carlo_Pedersoli_1950Questa premessa per dire che la fede, forse, esprime la sua vittoria più grande quando penetra il cuore di chi “se la passa bene”. E’ un inno più grande alla fede, perciò, quello che arriva da chi nella vita ha avuto successo. Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, è uno di quelli che ne hanno avuto parecchio. Sempre e in tutti i campi. Qualsiasi cosa abbia fatto, l’ha fatta da vincente. Uomo statuario e grande sportivo (nel nuoto Campione italiano, 1 record mondiale, nella pallanuoto anche alle Olimpiadi; 10 vittore per ko come pugile, pilota di aeroplani, pilota AlfaRomeo), fu noto anche, ma non solo, per il cinema, grazie al quale la sua fama superò ampiamente i confini nazionali. Tra suoi talenti, non tutti lo sanno, anche quello di scrivere canzoni: non solo quelle dei suoi film o cantate da lui, ma anche altre interpretate da autori del calibro di Ornella Vanoni e Nico Fidenco.

Ebbene, nel giramento di testa che il Bud Spencersuccesso sempre porta
con sé, non perse la fede
. La quale, per quelli come lui, fu anzitutto gratitudine per i talenti ricevuti: gratitudine verso il pubblico (“La mia fama la devo solo al mio pubblico”) ma anche verso Dio (Ho fatto tante cose ma senza Dio non avrei fatto nulla. Ho un grande senso di gratitudine verso il Cielo”.  E negli ultimi anni (quando la domanda sul dopo diventa un’urgenza che punge davvero) non aveva cambiato idea, ma anzi l’aveva rafforzata come bisogno più vivo e profondo.  Rileggendo sul web le tante sue interviste, risulta difficile trovarne alcune in cui non compaia la parola Dio. Riporto alcune frasi, lette da più parti, proprio mentre tutti ricordano le sue imprese e i suoi talenti: mentre lui, quando gliele ricordavano, rimandava sempre “più in là”.

CHI NON CREDE NON FA NULLA Nella vita la cosa essenziale è tener presente che senza credere in qualche cosa non si fa nulla. I miei genitori erano credenti e così li ho seguiti. Quando ho capito che la fede era una cosa giusta, ho creduto ancora di più. Ho immagazzinato i loro insegnamenti in maniera completa, per questo credo ancora oggi

PAROLA D’ORDINE DECENZA La mia parola d’ordine è decenza: non credere di essere qualcuno che puoi spaccare a tutti le…cose. E avere la decenza di capire che domani o dopodomani ci possono essere due o tre personaggi che ti fregano

LA VITA DIPENDE DAGLI INCONTRI La vita può essere un passaggio meraviglioso, dipende dagli incontri. Io ho avuto incontri fortunati e un’esistenza lunga e bella. Ho imparato cos’era buono e ho fatto cose importanti. Certo mi sento peccatore, ma nelle cose piccole… In tutti questi anni sono cose che succedono, o no?

NELL’ALDILA’, SE NON SUCCEDE NIENTE, M’INCAZZO Quando il Padreterno mi chiamerà, voglio andare a vedere che cosa succede. Perché, se non succede niente, m’incazzo. M’hai fatto alzare ogni mattina per ottantasette anni per non andare, alla fine, da nessuna parte? Io, di fronte a tante cose enormi che non comprendiamo, mi posso attaccare solo a lui. E sperare che quando mi chiamerà, mi si chiarirà tutto. Perché oggi, mi dia retta, non si capisce proprio più niente. 

L’ultima sua intervista la chiuse così: “Non mi permetto di insegnare niente a nessuno“. Non è vero, almeno una cosa l’hai insegnata Bud. A dire “grazie”.

Pino Suriano

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