Cronaca nera dal mondo vegetale: il caso delle piante carnivore

Cronaca nera dal mondo vegetale: il caso delle piante carnivore

Durante l’estate del 1860 fui sorpreso di trovare in una landa nella contea di Sussex che un grande numero di insetti venivano presi dalle foglie della Drosera comune. Così, nel 1875, il biologo e naturalista britannico Charles Robert Darwin apre il primo trattato sulle cosiddette piante insettivore. Queste peculiari piante ricavano le sostanze nutritive mediante la digestione delle proteine degli animali, in quanto si sviluppano in paludi e torbiere, con basse concentrazioni di calcio, azoto, fosforo o potassio. Ma prima di continuare faccio un passo indietro… all’incirca un secolo prima.

La Drosera, dalle foglie ricoperte di tentacoli vivacemente colorati, secerne una sostanza collosa che attrae ed intrappola gli insetti e un succo gastrico che ne permette la digestione (nelle piante ad ascidio il compito di intrappolare e di digerire è assegnato ad un unico liquido). Nel 1770 il naturalista, mercante e botanico britannico John Ellis, dopo aver descritto la Dionaea muscipula, ovvero la pianta carnivora per antonomasia, studiò la Drosera e successivamente inviò al medico, botanico e naturalista svedese Carl Nilsson Linnaeus uno schema dettagliato su quanto approfondito al riguardo.

L’idea che una pianta sia in grado di intrappolare ed uccidere insetti è assolutamente contro l’ordine naturale voluto da Dio, scrive Linneo in una lettera di risposta ad Ellis datata nel 1768, dove, citando la Genesi, affermò che fosse inammissibile accettare che dei vegetali possano nutrirsi di animali: perciò egli concluse che la cattura era accidentale o comunque necessaria per difendersi dai predatori. Ma i risultati delle ricerche tendevano a tutt’altra spiegazione: quella individuata da Darwin. Ora si trattava solo di classificare le varie piante carnivore sulla base dei loro apparati e dei rispettivi meccanismi che regolano l’attrazione, la cattura e la digestione degli organismi.

Le numerose vescicole delle ramificazioni terminali del fusto di Utricularia.
Due delle numerose vescicole delle ramificazioni terminali del fusto di Utricularia, una pianta carnivora con trappola ad aspirazione.

Giovanni Cozzolongo

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