Casaleggio, elogio del visionario: la potenza di una mente eccelsa è un inno alla grandezza di Dio

Casaleggio, elogio del visionario: la potenza di una mente eccelsa è un inno alla grandezza di Dio

Ci sono uomini che accettano l’esistente, ci si adattano, quando va bene ci si adagiano. Poi ci sono quelli che sognano, anche quando le cose, tutto sommato, vanno bene così. Pensano a un oltre, immaginano ciò che non c’è, ciò che forse non vedranno mai. Gianroberto Casaleggio, per esempio, non vedrà mai la sua Gaia, quel mondo che ha pensato, immaginato, profetizzato: quel luogo in cui non ci saranno religioni e nazioni, quello in cui le statue di Gandhi toglieranno il posto a quelle di Garibaldi. (qui il video)

Il 5 Maggio 1821 Alessandro Manzoni ebbe notizia della morte di Napoleone. Sapeva che era stato un uomo dalle grandi contraddizioni, che aveva affermato il proprio ego su tutto e tutti, non proprio il buon umile cristiano dell’etica manzoniana. Poteva enunciarne i mali, scelse invece di elogiarne la grandezza. Come non farlo, oggi, di fronte al genio di Gianroberto Casaleggio? Soprattutto per la sua più grande dote: l’intelligenza, cioè la capacità di piegare la realtà alla propria visione. Perché sì, i sognatori sono tanti, ma alcuni sognano aspettando, altri invece ardono nel fare, cominciano a spostare le pedine per giungere da quel che c’è a quel che si immagina.

G.C. aveva una grande intelligenza dell’umano: sapeva leggerne le passioni, prevederne le azioni, indirizzarne le scelte. Pensate al portento che ha messo in piedi: un partito passato dal nulla al 28%. Si dice che abbia creato una cosa immensa con piccoli mezzi. Non è vero: ha creato una cosa grande con un grande mezzo, il web, di cui ha però capito la potenza prima di altri.

Non era un uomo della gioia, ciò che per gli altri era la sorpresa di una imprevedibile vittoria del bene, per lui era il calcolato esito che rispondeva al comando, dopotutto un click. Un nerd come lui è per me infinitamente più affascinante di un romantico come Dibattista o un furioso (pur comico e acuto) come Grillo. Nella sua tristezza silenziosa esprime la distanza, profonda, tra ciò che desideriamo e ciò che raggiungiamo. Quando si vince (penso all’exploit del febbraio 2013), gli altri esultano, il nerd profetico sa che non si sta facendo un miracolo, si sta facendo semplicemente un passo.

Leggo sui post che ora sarà sul Gaia. È una stupida romanticheria. Le opzioni reali sul suo attuale “indirizzo di casa” sono invece due: una è il niente, il nulla eterno; l’altra è un luogo mille, un milione di volte più bello e giusto di Gaia. Perché, se quel luogo c’è, lo ha pensato colui che ha creato la mente eccelsa di Gianroberto. E se Casaleggio ha immaginato e realizzato tanto, pensate un po’ quell’Altro…

La potenza di una mente umana è un inno alla grandezza di chi l’ha fatta. La morte di chi vive per un domani sognato e non visto, invece, è un post di Dio in cui c’è scritto: “non può finire qui”.

Pino Suriano

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