Leggere l’Europa, e la sua crisi, con gli occhi di David Foster Wallace /2

Leggere l’Europa, e la sua crisi, con gli occhi di David Foster Wallace /2

Leggere l’Europa, e la sua crisi, con le parole di David Foster Wallace. Seconda puntata, la prima è qui. Nella puntata precedente Nicola Continisio si era soffermato sulla parola “felicità”, oggi sulla parola “bellezza”

Sento l’odore del cambiamento, di un sollievo pagato a caro prezzo, come l’odore di muffa che preannuncia la pioggia estiva. Una nuova era e una nuova concezione della bellezza come vasta gamma, non come luogo preciso. Basta con i concetti unioggettivi, le contemplazioni, il caldo respiro del trifoglio, i petti ansimanti, la storia come simbolo, i colossi; basta con l’uomo – pugno alla fronte o palmo al décolleté – inteso come palpitante, scalpitante, surriscaldata Natura, essa stessa a sua volta immaginata come colorata, dotata di forma, carica di odore, attributrice di significato grazie alle sue qualità. Basta con le qualità,. Basta con le metafore.” (David Foster Wallace, La ragazza dai capelli strani)

Di recente, aprendo il mio account Facebook, ritrovo la notizia di una ragazza eletta dai suoi simpatici compagni “la più brutta della scuola”. La risposta è stata qualcosa tipo “so di essere brutta ma sono bella dentro”. Potrebbe sembrare a prima vista la solita frase satura di luoghi comuni, eppure, se ci pensiamo un attimo, questa frase ha una sua verità. Oggi si confonde la bellezza con la moda, con le vaste gamme, con l’esteriorità e l’apparenza formale. Dunque il mondo si potrebbe dividere in base alle varie scale/sfumature di bellezza o bruttezza.

Ma, come prima, si può dire che esiste una bellezza che non c’entra con l’apparenza superficiale? Una bellezza forse universale, che abita il nostro intimo, la nostra umanità (“sono bella dentro”), che può essere ammirata e riconosciuta – almeno potenzialmente – da tutti?

**Molte cose sono meravigliose, ma nulla è più sorprendente dell’uomo. (Sofocle, Antigone)**

L’uomo in quanto tale, in quanto essere vivente, può essere considerato bello? La qualità di questa bellezza è universale? Tutti possono ad un tempo incarnare e riconoscere la bellezza? Se sì, perché alcuni non se ne accorgono? Forse perché abbiamo delle categorie estetiche fin troppo ristrette, imbecilli e modaiole? La bellezza si può creare? Donare? Perché un bel tramonto può piacere non solo a me, ma anche a tanti altri. Forse tutti possono ammirare il calar del sole… Si può dire lo stesso di un paio di scarpe alla moda? Magari le mie scarpe possono piacere a me e a pochi altri, ma di sicuro non a tutti. Quindi la risposta è certamente no.

Questo è il punto: scambiamo per bellezza ciò che è solo moda. Siamo abituati a considerare bello ciò che è in voga, per cui la nostra capacità di contemplazione e ammirazione si è come ripiegata su sé stessa, rendendoci incapaci anche solo di osservare il tramonto, i cieli stellati sopra di noi e i fiori profumati. Non dico poi quanto raro sia il nostro stupore. Tuttavia, la bellezza della creazione, della natura, dell’umanità sembra essere paziente con noi, è sempre lì ad attendere un nostro sguardo, come una ragazza vanitosa. Mentre le mode cambiano ad ogni stagione lasciandoci soli con le scarpe logore e i jeans consunti ormai vecchi e da cambiare. Non sarà forse meglio per noi coltivare una attenzione contemplativa? Perché forse è banale/ripetitivo dire “sono bella dentro”. Ma non per questo la frase è meno vera. La bellezza più profonda non sta all’esterno, ma dentro le cose. La superficie è solo l’anticamera. Decidete voi da che parte stare.

**La bellezza salverà il mondo. (Fedor Dostoevskij, L’idiota)**

Forse lo sta già facendo.

Nicola Continisio

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