Gli anagrammi, la cabala, il destino della Nazionale

Gli anagrammi, la cabala, il destino della Nazionale

Secondo l’antica pratica divinatoria dell’onomanzia, negli anagrammi dei nomi delle persone sarebbero celati chiari indizi riguardanti il loro destino. Fare l’anagramma di un nome, si sa, consiste nel prenderne le lettere, scomporle e ricomporle formando altri nomi o piccole frasi di senso compiuto. Da tali nomi e frasi, secondo l’onomanzia, si svelerebbe a volte il destino della persona a cui appartiene il nome di partenza.

anagrammaPer intenderci, famosi sono gli esempi storici di Marco Antonio ( = “Antico Romano”) o di Giacomo Leopardi (= “Odo polemica riga”), per arrivare fino ai giorni nostri con Maria Elena Boschi (= “A schema nobiliare”), Renato Brunetta (= “Non attrae turbe”) e Silvio Berlusconi (= “L’unico boss virile”). Da appassionato di giochi (gli anagrammi sono un classico dell’enigmistica) e insegnante di matematica (gli anagrammi sono esempi concreti di permutazioni senza ripetizione), non ho resistito alla tentazione di fare qualche prova, alla ricerca del destino attraverso le lettere. E su cosa testare l’onomanzia se non su ciò che, al momento, appassiona di più gli Italiani? Parlo, ovviamente, del destino della Nazionale di calcio agli Europei appena iniziati.

E che l’onomanzia possa funzionare anche con il calcio pare confermarlo il più grande calciatore in attività, che per molti è un astro, quasi un dio: Leo Messi (= “Semi-sole”). Ma funziona anche con il suo predecessore, passato alla storia per il gol più furbo dei Mondiali di calcio: Diego Armando Maratona (= “Arma ‘mano de Dio’ dà rogna!”).

Insomma, forse vale davvero la pena di interrogare gli anagrammi per cercare di capire quale sarà il destino della nostra Nazionale agli Europei. Partiamo, naturalmente dall’allenatore, chiedendoci se l’Italia sarà soddisfatta del suo operato: Antonio Conte (“Io contenta? No!). Non pare incoraggiante, come destino, soprattutto se paragonato a quello di un suo vincente predecessore: Marcello Lippi (= “Primo co’ le pall’”).

Una cosa è certa: dovremo affidarci alla nostra forte difesa, sperando che per questo mese restino immutate la concentrazione e la serietà del nostro numero uno Gianluigi Buffon (= ”Bluffai a giugno”). Molto minori le responsabilità dei suoi sostituti: ben altri intenti pare avere per questo soggiorno francese il secondo portiere Federico Marchetti (= “Chiedo crema e fritt”), mentre può restarsene a dormire il terzo portiere Salvatore Sirigu (= “Su, ora svegliarti!”).

Sempre in difesa, inquietante è il destino che pare nascondersi nel nome di Mattia De Sciglio (= “tace molti disagi”); allora è bene sperare che nella prima partita in programma, a dare qualche grattacapo al Belgio (= ”Bei gol”) ci pensi il nostro Andrea Barzagli (= “Ira belga danzar”).

Segnali contraddittori arrivano dagli anagrammi dei centrocampisti.

Thiago Motta. Il suo anagramma è "Mago Totti"
Thiago Motta. Il suo anagramma è “Mago Totti”

Se da un lato qualcuno potrebbe far rimpiangere un grande fantasista rimasto a casa, come nel caso di Thiago Motta (= “Ah, mago Totti!”) e qualcun altro potrebbe non accettare di restare in panchina, come nel caso di Daniele De Rossi (= “Ire, sedendosi là”), qualcun altro sembra avere in mente un piano, come Marco Parolo (= “Corrompo ala”). Più incoraggianti sembrano essere il destino di Stefano Sturaro (= “Stasera fu trono”) e Antonio Candreva (= “Diventa anno caro”).

In attacco potrebbe essere prezioso l’apporto di un attaccante che ultimamente sembra aver superato il nervosismo mostrato in campo durante le poche uscite in campionato; sto parlando di Simone Zaza (= “S’aizza meno”). E non dovrebbe restare a bocca asciutta il suo giovane compagno di reparto: Lorenzo Insigne (= “Lì non segni zero”). Molto meno determinati sembrerebbero essere Ciro Immobile (= “Miri ombelico”) e soprattutto Graziano Pellè (= “Palle? No grazie!”).

In definitiva, ci sarà pure chi dirà che nonostante la classe di Paul Pogba (= “Appago blu”) la squadra favorita non sia la Francia (= “Ci frana!”) e chi dirà che a vincere sarà l’insaziabile Nazionale campione del Mondo, vale a dire la Germania (= “Mangerai”) mentre non avrà alcun ruolo centrale la nostra povera Italia (= “Ai lati”), ma si sa che il destino, più che nelle nostre lettere, si nasconde nei nostri piedi!

Raffaele Marra

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