Il futuro è ancora nostro?

Il futuro è ancora nostro?

I giovani sono rassegnati, sono spenti. Io li disprezzo. Non voglio più vederli. Cosa continuiamo a coccolarli? L’ennesima secchiata decadente rivolta ai giovani stavolta non arriva dal ministro del lavoro di turno, ma da Umberto Galimberti, che ha sentenziato con sicumera la totale assenza di speranza di redenzione per i Millenials, dinnanzi allo stupore catatonico del pubblico di Casa Cava nel corso dell’ultima edizione di Materadio.

I giovani non tentano neanche la rivoluzione, ma vivono concretamente la rassegnazione. Parafrasando Nietzsche, stiamo precipitando in un infinito nulla, un’epoca senza scopo. Futuro indiscernibile. Svalutazione di ogni valore. Sospensione del giudizio. Nessuna azione. Nessuna catarsi. Dai bamboccioni ai choosy il passo è stato breve, ma ora si è pretermesso anche il desiderio di categorizzarli. Come a dire: stanno a guardare, confusi davanti a un’apocalisse che non sanno né affrontare, né eludere. Sdraiati, secondo Michele Serra, in un assoluto presente fatto di cocopro e voucher.

Umberto_Galimberti_2“I giovani non hanno né sogni, né speranze, né fiducia in se stessi” scrisse Miguel Benasayang nel saggio “L’epoca delle passioni tristi”. Le passioni tristi di cui parlava Spinoza, ossia l’impotenza, la disgregazione, la mancanza di senso, non sono altro che il prodotto della crisi della cultura moderna fondata sulla promessa del futuro, tempo escatologico dove alla fine si verificherà la salvezza. Ma dove? E così la fedeltà nella redenzione si è trasformata nella brutalità di un destino acerbo, dove le certezze sono blateralmente usurpate in nome del primum vivere.

E’ il nostro postmoderno, fatto di analfabetismo emotivo, utilitarismo sfrenato, mancanza di educazione al sentimento, ma colmo di distrazioni e piaceri allo scopo di non-esserci, non vivere, “non assaggiare la propria insignificanza sociale” – sostiene Galimberti. Ecco perché la parola speranza, secondo lui, non ha ragione di cittadinanza in un’epoca come la nostra.

Ma effettivamente dove sono le condizioni per permettere ai giovani di costruirsi un futuro? Tasso di disoccupazione giovanile al 38,8% (anche se ad agosto è sceso dello 0,4%). Occupati che calano soprattutto nella fascia 25-34 anni (-1,8% in un anno) e aumentano, al contrario, tra gli over 50 (+5,4%). Oltre un terzo di giovani che non studia e non lavora, i cosiddetti Neet, ossia coloro che un lavoro non lo cercano nemmeno più. Alcuni fanno le valigie: i giovani tra i 18 e i 34 anni, 39.410 persone, il 36,7% dei nuovi emigranti secondo il rapporto Italiani nel mondo 2016 (Fondazione Migrantes).

Mentre la “generazione locusta” mantiene salde le sue posizioni occupando ogni spazio, dal potere pubblico alle imprese e, per finire, alle università, i Millenials vanno a fare i lavapiatti a Sidney o i commessi a Londra, pagando il vero prezzo della globalizzazione, dell’assenza di ciclicità, ossia quella condizione di trapasso da generazione a generazione. Quelli che restano evitano addirittura il conflitto. Nulla a che vedere coi loro padri ex-sessantottini, estenuanti bellatores che qualche utopia hanno conquistato, lottando contro le ingiustizie e decostruendo le imposture che avevano retto le epoche precedenti.

Perché, che un mondo nuovo sia possibile solo se c’è il conflitto tra due volontà è risaputo, ma la diatriba atavica giovani e vecchi (Crono docet!) sfocia oggi nell’insanabilità, nella totale assenza di un patto generazionale. Difficoltà acuita da forme di precariato che impediscono di progettare un’esistenza degna di essere vissuta, un’ascesa sociale che dal dopoguerra in poi ci hanno fatto credere possibile. Di fronte a questa disarmante quiescenza sociale nella quale pare impossibile “immaginare Sisifo felice”, è lecito chiedersi: la morale dov’è? Nella valorizzazione della scelta individuale. Nell’ottimismo della volontà. Nella follia, ma non per slogan positivi alla Steve Jobs. Stavolta per davvero. Eppure? Eppure c’è qualcosa che in noi non si rassegna… Torneremo a scriverne.

Veronica Mestice

 

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