Il matrimonio (in Chiesa) e il suo ospite inatteso

Il matrimonio (in Chiesa) e il suo ospite inatteso

Un matrimonio in chiesa, nulla di più ”normale”. Oggi, forse, “normale” non più e non tanto, comunque “ordinaria amministrazione”. Passa così la notizia, sulle bocche e le espressioni della gente, che reputa “il gesto” come il “normale” coronamento di un bene, di un affetto.

In fondo un matrimonio cosa vuoi che sia, non finirà mica sui giornali ( a meno che i coniugi non siano “qualcuno”). Eppure a me qualcosa non torna, c’è qualcosa che non va … c’è di mezzo qualcosa di strano, lo sento. Proviamo ad ingrandire l’ immagine … cosa si vede? Due persone, un uomo e una donna che in chiesa si ripetono “formule” e un prete che “svolge il suo compito”. Eppure, se si zoomma ancora un po’, se la macchina fotografica non è difettosa o non è affetta dal mortale guasto dell’ abitudine, si potrà scorgere più in profondità quasi nascosto in angolo, probabilmente per non farsi vedere (quasi che la sua presenza, se scorta, possa infastidire qualcuno), eccolo lì: il paradosso! Ma è proprio lui, se si ingrandisce l’immagine lo si riconosce: ha  proprio i lineamenti… dell’ impossibile!

Sì, nel cuore del “ normale”, del consueto, si cela l’anomalia: l’ impossibile. In quel rito così normale si pronunciano parole ed espressioni che a un orecchio attento suonano
impossibili …
Ci si promette di amarsi e onorarsi tutti i giorni della vita. Ci si giura un amore eterno, per sempre, per tutta la vita fino alla morte. Questo significa che tutti i giorni, quando ti alzerai al mattino, dal lunedì alla domenica, comprese le festività e le ferie, compresi i giorni di malattia, avrai la sua faccia con te. A colazione, a cena, dalla mamma e dagli amici, ci sarà l’ altra metà a farti compagnia. Il “per sempre” non è mai ( o non solo) fuori dal tempo, ma nella quotidianità lenta e densa dei secondi, minuti e ore dei giorni che si susseguono. Significa, poi, che quando quella donna più carina, più simpatica e più alta di tua moglie ti farà la corte… tu dovrai rinunciare a lei. E magari quell’amore di un tempo sarà diventato uno sforzo, un’abitudine, quel “per sempre” un “ogni tanto”. E quell’amore eterno che ci si giura? Parole senza radici? Un’ illusione? No … E’ quell’ospite inatteso (e non visto) a rendere vero tutto ciò: il paradosso!

Il paradosso è la benzina, la verità dell’ amore. Il paradosso di un uomo e una donna in fondo impotenti ad amare davvero, ma che si giurano amore eterno. E’ il paradosso di un uomo e una donna che ripongono la loro debolezza, il loro desiderio fragile ma sincero, la loro fedeltà fragile ma desiderosa di essere, appunto, “fedele”, nelle mani di un Uomo che fa del paradosso le sue parole che sono, del resto, sempre azioni: Dio. Un Dio che si fa uomo (come me, come te) per prendere come doni preziosi e inestimabili le debolezze mie e tue e farle risplendere di divinità.

Ma perché Tu sei sceso alla condizione umana e vuoi innalzare me, povera, alla condizione divina ? Non ti sembra troppo Dio? Se ingrandisco bene l’ immagine e guardo attentamente, ecco … inaspettatamente l’ ospite “inatteso”, il paradosso che credevo di aver visto, due finiti che si promettono l’ eternità, non è che l’ ombra del vero Paradosso! Quel Cristo inchiodato sulla croce sopra l’ altare fa ombra, quell’ Amore paradossale fa ombra sull’altro amore paradossale che si sta compiendo. Non è menzogna se questo amore si porta in tre.

In  tre, dal lunedì alla domenica, comprese le festività e le ferie, compresi i giorni di malattia, a colazione, a cena,dalla mamma e dagli amici … se ci si accorge che quel paradosso è solo l’ ombra di Uno infinitamente più grande. Ma perché poi rendi il loro amore addirittura sacro così da farne un sacramento? Non sei sacro solo Tu? Forse stai concedendo forse un po’ troppo? Un attimo… Tu ci hai dato tutto.

Agata Lanzolla

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