L’Imprevisto c’è. Meglio mal accompagnati che soli

L’Imprevisto c’è. Meglio mal accompagnati che soli

Da oggi, 2 aprile 2016, c’è anche l’Imprevisto. Spazio libero di fatti e giudizi, nuovo possibile porto per naviganti più o meno confusi nel mare sconfinato del web. Non sappiamo quanto durerà, né cosa diventerà, ma sappiamo cosa è già. Prima ancora che un solo rigo sia scritto, un solo pensiero pubblicato, sappiamo che è l’espressione di qualcosa che già c’è: un’amicizia. Di più: un’amicizia culturalmente fondata. Su cosa? Su alcune certezze condivise. Eccole.

Uno. Non abbiamo fatto noi il mondo. Per quanto poco (o tanto) si possa sapere sul suo autore, è di certo più  grande di noi, se ha messo in piedi questo portento meraviglioso e terribile. Noi lo raccontiamo col tremore di chi ne è stupito e con il buon proposito di chi sa rispettare ciò che è più grande di sé: le cose “così come sono” vengono prima del “come vorremmo che fossero”.

Due. Anche ciò che non facciamo noi può essere bello…e per noi. Perché anche noi possiamo goderne. C.S. Lewis descrisse così l’umiltà nel suo magnifico libro Le Lettere di Berlicche: non “una bassa opinione dei propri talenti”, ma, al contrario, “uno stato mentale in cui l’uomo possa concepire la miglior cattedrale del mondo, e sapere che si tratta della migliore, e goderne, senza essere più, o meno, o altrimenti contento di averla fatta lui, che se fosse stata fatta da un altro”. Pronti a gioire per tutte le “cattedrali del mondo”, anche quelle non fatte da noi, saremo forse capaci anche di scriverne.

Tre. Non solo non abbiamo fatto il mondo, ma quello che vi accade supera spesso, sorprendentemente, le nostre attese e i nostri schemi.  Ci sentiamo, come dice di sé Papa Francesco, uomini dal “pensiero incompleto”. Pronti ad accogliere ciò che non è nei nostri schemi, pronti a farci cambiare da ciò che si impone come nuovo.“Un imprevisto è la sola speranza, ma mi dicono che è una stoltezza dirselo”, scriveva Montale. Non solo non è una stoltezza dirselo, non lo è neppure dirlo a tutti.

Quattro. La vita è bella. Lo scriviamo per  l’ultima volta. Da ora speriamo di poterlo mostrare.

Buon viaggio con noi. Meglio mal accompagnati che soli

L’Imprevisto

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