Perché mi alzo ogni mattina

Perché mi alzo ogni mattina

Parte oggi la rubrica di Saverio Simone, un giramondo che racconta le sue esperienze di vita e umanità varia

Vivo a Barcellona, nel quartiere gotico, forse la zona più turistica di Europa, dove trovi per strada qualsiasi tipo di essere umano. Ti aggiri la sera ed è una distruzione umana: trans, ubriachi, puttane, vagabondi per scelta, gente colpita duramente dalla vita, a cui non è stato risparmiato niente, malati mentali e gente piena di soldi, sopratutto russi, ma anche francesi e tanti italiani che si riconoscono da lontano per la loro strana ilarità. Ho la fortuna di frequentare Bocatas, una esperienza di comunità nata da alcuni amici che hanno abbracciato questa umanità sfigurata e ogni venerdi andiamo a fare compagnia e dare da mangiare a questi drogati e vagabondi.

Questo venerdì, però, è stato diverso. Ho conosciuto un ragazzo che ha iniziato a raccontare la sua storia: era schizofrenico, dipendente dalla droga, con una moglie e un bambino chissà dove, aveva accoltellato una persona e ora riceveva una pensione di invalidità per la sua malattia. Mentre lo raccontava era davanti a me e avrebbe potuto fare qualsiasi cosa se solo avesse voluto farmi del male. Io, peraltro, soffro di pseudo-fobia per i coltelli e temevo avesse un coltello in tasca. Ero bloccato dalla paura. E invece lui, a un certo punto, mi ha abbracciato e mi ha detto piangendo: “io non so perchè mi alzo tutte le mattine, un giorno di questi vorrei tanto non alzarmi, morire lì… in quel letto, sono stufo di tutto questo”.

Era una giornata bellissima, soleggiata e piena di vita. Ma lui mi diceva che voleva morire. Ho provato una profonda pena, forse una commozione per quell’uomo. Non sapevo cosa dire, ho pensato che anche io sarei stato cosi se non avessi avuto ogni giorno una ragione per alzarmi la mattina. Mi è sorta in cuore una stima per la sua serietà con la vita e mi sono domandato se anche io sono cosi serio con la mia fino a domandarmi “perché mi alzo la mattina“. Abbracciare quelle persone è diventato per me fondamentale per poter abbracciare me, per poter guardarmi con misericordia, per poter non scandalizzarmi del mio limite. Non esiste un male cosi grande che non possa essere abbracciato. Questa è la notizia più bella: poter sperimentare almeno una volta nella propria carne questo abbraccio che dice “non mi fai schifo… io ti abbraccio non per come sei, ma perché ci sei“. Questo sguardo cambia me e le mie giornate. La domanda diventa stupore e lo stupore diventa ringraziamento.

Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato. Salmi, 8

Saverio Simone

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