Alla maturità Giorgio Caproni. Sento ancora ogni sorta di considerazione sull’inadeguatezza della traccia, incentrata per molti su un autore “sconosciuto”. Noto, però, che sull’antologia della mia scuola Media ci sono delle poesie di questo autore,  quindi non è poi così sconosciuto.

E se anche fosse, metti un Liceo Classico – ma in fondo vale per tutti gli indirizzi in cui i ragazzi passano ore e ore a studiare letteratura tra Greco, Latino e Italiano, poi arriva all’esame una poesia di un autore sconosciuto e non sei capace di analizzarla? È scritta in italiano. Il problema allora è proprio questo: le nostre scuole danno nozioni, e neppure tante evidentemente, ma non educano né a capire, né a ragionare, tanto meno a riflettere.

E la competenza basilare della comprensione di un testo scritto? Il problema è che i ragazzi sono abituati troppo spesso a ripetere le parole del libro sugli autori ‘ studiati’ e così pensano di avere imparato la letteratura. La verità è che non si mettono in gioco, non si confrontano con ciò che imparano e spesso i docenti lo fanno ancora meno.

Che peccato! Un’occasione persa. Speriamo nel prossimo esame. Per favore non ve la prendete con Caproni.

Rosanna Leo

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