Referendum: l’ascensore potrà cambiare, ma l’inquilino resterà

Referendum: l’ascensore potrà cambiare, ma l’inquilino resterà

Che cosa avranno mai in comune l’uscita del Regno Unito dall’UE, l’elezione del Presidente degli Stati Uniti e il prossimo appuntamento referendario del 4 Dicembre, con il quale gli italiani saranno chiamati a confermare o meno la Legge che riforma la seconda parte della Costituzione? Apparentemente nulla. Un avvenimento interessa l’Italia, l’altro gli USA, l’altro ancora l’UK. Uno interessa il Diritto, l’altro la Politica, l’altro ancora (principalmente) l’Economia. Eppure tutti e tre gli eventi sono stati accompagnati da un pressoché identico approccio alla questione da affrontare: legare l’esito dell’appuntamento elettorale alle sorti di un intero popolo! “Se il Regno Unito uscisse dall’Europa sarebbe la fine per il Regno Unito e per l’Europa. Ma tranquilli, non accadrà”. “Se Trump diventasse il prossimo Presidente americano, gli Stati Uniti perderebbero di credibilità. Ma tranquilli, non accadrà”. E non accadrà semplicemente perché “gli inglesi devono continuare a stare in Europa per il bene di tutti”. E non accadrà perché “gli americani hanno bisogno di stabilità e non possono permettersi di essere governati da un clown razzista e sessista”. Del resto, il contrario sarebbe l’apocalisse e altrimenti non resterebbe altro che “pianto e stridore di denti”.

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E, invece, questo 2016 sarà ricordato come l’anno più caldo della storia non solo dal punto di vista climatico ma soprattutto per essere stato l’anno in cui l’impossible è diventato possible. L’anno in cui l’Isola più grande d’Europa ha deciso di uscire dall’UE e l’anno in cui un ossigenatissimo tycoon è diventato “il” Presidente. Impensabile. Ma è realtà. Ed è proprio da questa constatazione di realtà che vorrei introdurre il discorso “nostrano”, non prima di avervi svelato un grande segreto: dopo i rispettivi shock iniziali, infatti, UK e USA esistono ancora! E la gente, adesso come prima, si sveglia, va a lavoro, torna a casa, si sposa, cresce i figli, affronta i problemi del presente, pensa con (segreta) speranza al futuro… Infatti, né da una parte né dall’altra ci sono state stragi, né è crollata la terra, e gli scenari apocalittici paventati si sono sciolti come neve al sole (addirittura Wall Street, dopo un iniziale smarrimento, è tornata a crescere nel day after americano). Resto personalmente scettico rispetto alle scelte operate dai nostri amici anglo-sassoni. Ritengo che il Brexit convenga più all’Europa che al Regno Unito e che Trump avrà seri problemi a governare un’America così divisa. Ma questo è il gioco della Democrazia. E va rispettato, sempre. E non fin quando conviene a noi (capito Junker???). Noi italiani, quindi, siamo più fortunati. Si, noi possiamo andare al voto con una sicurezza in più.

brexit-1462470589PAaAnche il 5 Dicembre, ci sveglieremo come sempre! Penso che questo possa essere un primo dato, importante e liberante, con cui approcciarsi alla questione della riforma costituzionale. Iniziando a dare il giusto peso alla cosa. Ma questo cos’è, relativismo? Lassismo? Voglia di non affrontare la questione nel merito? Assolutamente no. E, invece, proprio andando più a fondo della questione che possiamo capire qual è il problema che ci pone la specifica circostanza. Per semplificare, uso un’analogia: mettiamo di decidere di rifare il nuovo ascensore del nostro condominio (perché di quello si tratta, tranquilli, le case all’interno sono saldamente al sicuro…): secondo alcuni, serve per salire e scendere più in fretta, consente un grande risparmio in termini di manutenzione (il vecchio costa un sacco), si presenta meglio quando vengono ospiti da fuori (soprattutto stranieri…), consente all’Amministratore di raggiungere le unità abitative poste agli ultimi piani più agilmente quando sorge un problema; secondo altri, invece, lo stesso nuovo ascensore non è poi così più veloce rispetto al collaudato ascensore precedente; farà risparmiare in termini di manutenzione, ma vuoi mettere l’esborso iniziale? Gli ospiti esterni abituali sono molto affezionati al vecchio caro ascensore e mal sopporterebbero un brusco e improvviso cambio di immagine; e poi se l’Amministratore sale all’ultimo piano è solo perché “ha da riscuotere”, per cui “che se ne stia giù”. Sono valutazioni, tutte legittime, che mettono a tema parti di verità.

Gli “altri” condomini, infatti, ci saranno anche il giorno dopo. E per tanti altri giorni. L’ascensore potrà cambiare, ma l’inquilino resterà. Con i suoi pregi e difetti. L’altro, infatti, è con-domino, ovvero detiene una potestà “insieme” a te perché è possessore di un “bene” comune ad entrambi. Ed ecco allora, fuor di metafora, la vera occasione che si nasconde (davvero bene…) dietro questi “appuntamenti elettorali”: riscoprire che l’altro c’è. E che l’altro è libero. Anche di usare male la sua libertà. E solo riscoprendo che l’altro, non solo esiste, ma è addirittura essenziale per la gestione della “cosa comune” (come per la casa comune), che possiamo non cadere nel tranello dei Poteri (forti e meno forti che siano): quello di convincerci che il vero obiettivo “di noi giusti” sia quello di fare fuori “quelli ingiusti”. Perché, ultimamente, l’obiettivo dei Poteri, facendo fuori “gli altri”, è fare fuori “noi”. Il “Noi”. Possibilmente creando, barricate, scontri, risse, intolleranze (democratiche intolleranze) e generando confusione, paura e quindi, di conseguenza, solitudine.
Invece è proprio da un Noi (pieno di diversità!) che è nata l’Italia, è da un Noi che è nata l’Europa ed è da un Noi che nascono gli Stati UNITI d’America. Diversi, eppure uniti.

E allora… Che ognuno faccia le sue valutazioni e che “rischi” (è quanto mai il caso di dirlo) per il SI o per il NO, ma con una certezza nel cuore. Il 5 Dicembre, comunque sarà andata, saremo ancora “lì, sempre lì, lì nel mezzo”, ognuno al suo posto di combattimento (dal parlamentare alla mamma a casa), a cercare di continuare a costruire al meglio questo grande “Condominio Italia”, auspicando una rinnovata fiducia nell’altro, senza quel continuo bisogno di avvocati per risolvere le nostre “grane”, ma piuttosto preparando, di tanto in tanto, grandi feste per condividere gioie e per entrare anche nel merito dei problemi, e scegliendo magari come location quel prezioso, e spesso sottovalutato, terrazzo comune…

jacob

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