Rosberg “il normale”

Rosberg “il normale”

Tutti amiamo vedere il fenomeno fare il fenomeno.  Più difficilmente, invece, ricordiamo i “normali”, quelli che non si esaltano e non esaltano, fanno presenza e nulla più. Nascosti, troppo nascosti dalle grosse spalle dei fenomeni.

E invece ieri uno dei “normali” c’è l’ha fatta: Nico Rosberg ha vinto il mondiale di Formula 1, battendo per cinque punti il prodigio dell’automobilismo moderno Lewis Hamilton.E’ scoppiato a piangere per l’emozione, lui che per affermarsi campione del mondo ha dovuto aspettare 11 stagioni nella massima categoria di corse automobilistiche (mentre Hamilton vinse il suo primo mondiale già alla seconda, e sfiorò l’impresa l’anno precedente, quando ancora matricola lo consegnò a Kimi Raikkonen, ultimo mondiale della Rossa).

Undici anni, si diceva. Un periodo che ha trascorso facendo sempre da secondo pilota, mai la punta di diamante della squadra (anche se ha sempre vinto il confronto con la leggenda Schumacher), sempre posposto ad Hamilton, che arrivava in Mercedes già con il suo titolo. Insomma, ha sempre fatto il suo dovere, sempre buoni piazzamenti, qualche vittoria qua e là, il pilota del “faccio quel che posso”, mai una manovra azzardata, mai un sorpasso impossibile. Un “normale”. Che però stavolta ce l’ha fatta.

Nico_Rosberg_2010_Bahrain

La grandezza, però, si mostra non soltanto nell’impresa, ma anche nell’attesa e nella pazienza: infatti, ha sempre guidato in maniera temperata, sapendo aspettare l’occasione giusta, e non ha mai provato quella invidia di chi è impaziente e basta (come il suo compagno di squadra, che non è riuscito durante tutta la stagione a mandar giù l’idea di essere sconfitto, tanto da parlare di complotto ai suoi danni da parte del team). Certo, se il motore di Hamilton non l’avesse lasciato a piedi durante il Gp della Malesia mentre era in testa, avremmo commentato un altro esito.

Ma una volta (almeno una!) la sorte ha baciato non l’audace, ma il costante, non il semidio, ma l’uomo. Non sarà stato il mondiale più memorabile di sempre, sicuramente tutti continueremo a ricordare Senna, Schumi ed Hamilton, e quasi sicuramente questo pilota non diventerà l’idolo di nessun ragazzino. Ma questo è, e sempre rimarrà, il suo mondiale.Quello di Rosberg il “normale”.

 

Pasquale Santoro

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