Qualcuno che salvi l’amore

Qualcuno che salvi l’amore

Era stata concordata con Pino Suriano una recensione sul film “Cristiada”, recentemente messo in onda da TV 2000, ma un fatto, imprevisto, ci induce a cambiare rotta. Da “divoratori” televisivi abbiamo visto, in prima visione” su Rai 1, anche “Saving Mr Banks”, film diretto da John Lee Hancock, con Tom Hanks, Colin Farrell ed Emma Thompson sulla vicenda dell’autrice di “Mary Poppins”, Pamela Lyndon Travers, pseudonimo di Helen Lyndon Goff

Per 20 anni Walt Disney aveva cercato dipersuaderla a cedergli i diritti cinematografici sul famoso capolavoro di letteratura per l’infanzia che, in verità, come tutti i capolavori di letteratura per l’infanzia, in testa a tutti “Pinocchio”, sa parlare anche e forse soprattutto agli adulti, i “cresciuti”, i non più bambini.

Cosa aveva indotto Walt Disney ad impiegare venti  lunghi anni ad inseguire la scrittrice britannico-australiana sino allo stremo per strapparle quella firma sul contratto che l’avrebbe autorizzato a mettere su pellicola le fantasiose avventure di Mary la governante? Perché mai tanta insistenza? Aveva bisogno ad ogni costo di quel soggetto per accrescere fama, danari e potere, lui che già era all’apice dell’Olimpo cinematografico? Certamente no.

11314125344_631d8b2c07_bCosa, allora, se non la passione per una figura, quella di una madre (Mary guarda caso) che gli salvasse l’amore per un padre severo, rigoroso, puntigliosamente WASP (bianco, anglosassone e protestante)? Un padre che, come Mr Banks (il papà protagonista del film e del romanzo) riuscisse a perdonare e a riprendere la trama delle relazioni e dei legami di amore con moglie e figli? Un Padre che ritornasse ad occuparsi del bisogno dei figli di “volare” e di “puntare in alto” come l’aquilone da lui stesso riparato? Una conversione mai sperimentata da Walt nella realtà ma che nel romanzo della Travers riusciva a vivere grazie all’opera di mediazione “magica” di Mary la Governante?
E Pamela Lyndon Travers ( che prende per cognome il nome del padre Travers Goff) perché mai dopo tante resistenze cede all’insistenza di Walt Disney? Per vile danaro? Per fama? Per niente: il film offuscò la popolarità del libro, tant’è che molti ancor oggi pensano che la vicenda di Mary Poppins sia nata come soggetto cinematografico e basta. Come mai, allora, decide di portare sul grande schermo il suo romanzo e la figura di questa bella e buona governante che riesce a mettere sempre tutti d’accordo, a confortare, ad alleviare le ferite fisiche e morali, ad accompagnare la crescita dei due rampolli Banks, ad evitare che essi non soffrano più di tanto la severità e rigidità WASP del padre perché prima o poi tornerà a perdonare e ricambiare con maggiore evidenza il loro amore? Come mai tanto, sia pure dopo l’approccio allo Zen e all’esoterista George Gurdjeff?
“Siamo cristiani nostro malgrado” diceva Flannery O’Connor. Il Cardinale Biffi – non a caso uno dei più acuti lettori di “Pinocchio”- non si meravigliava dell’appartenenza di Carlo Collodi alla Massoneria. Tutti noi, almeno noi europei  – e il Papà di Pamela Lyndon Travers era di famiglia cattolico-irlandese –  per quanto possiamo forzare la nostra indole, il nostro animo, non riusciamo così facilmente a liberarci del fardello di quel Sacro, di quella Tradizione che naturalmente, per forza d’inerzia se non altro, tende a tradursi e a trasmettersi, talvolta anche a tradirsi purtroppo.

Ecco, per Walt Disney tutto questo è stato l’imprevisto di un incontro: quello con Mary la governante a consentirgli di “salvare il Padre”. Per Helen Goff, al secolo P.L. Travers, è stato l’imprevisto di un altro incontro: quello con l’insistente e petulante Walt che gli ha fatto da specchio per recuperare la memoria del proprio padre, non rigido, severo, puritano come quello di Walt ma fragile, pieno di amore, disposto ad assecondare e gratificare il bisogno di libertà che è iscritto nei nostri cuori. Nel 1996, alla veneranda età di 96 anni Pamela Lyndon Travers lascia questo mondo per il ritorno al vero Padre. E’ sepolta al St. Mary Churchyard di Londra. Siete proprio certi che si tratti di una coincidenza?

Leonardo Giordano

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