“Non entri chi non è matematico”. La scienza nell’Antica Grecia

“Non entri chi non è matematico”. La scienza nell’Antica Grecia

“Tramontata è la luna / e le Pleiadi a mezzo della notte; / anche giovinezza già dilegua/ e ora nel mio letto resto sola. Scuote l’anima mia Eros, / come vento sul monte / che irrompe entro le querce; / e scioglie le membra e le agita, / dolce amara indomabile belva. / Ma a me non ape, non miele; /e soffro e desidero.” (Saffo, Fr. 168 B.V.)

Atlante volta celeste
Atlante e la volta celeste

E’ proprio partendo dai primi versi di questo componimento della poetessa Saffo che Manfred Cuntz e Levent Gurdemir dell’Università del Texas ad Arlington, insieme a Martin George del National Astronomical Research Institute tailandese, sono riusciti a datare l’intero componimento: la poesia racconta di una notte compresa tra il 25 gennaio e il 31 marzo del 570 a.C. Come è stato possibile datarla? Lo è stato grazie ai riferimenti astronomici contenuti nella prima parte della poesia, ma se vogliamo andare più a fondo, ciò è stato possibile proprio grazie ai Greci. Questo popolo, grazie allo studio della matematica e ad un acuto senso della realtà, riuscì ad ottenere ottimi risultati di conoscenza scientifica tali da anticipare studi compiuti solo nelle epoche successive.

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Macchina di Anticitera

Ad esempio, risalgono proprio ai greci le prime misurazioni della distanza della Terra dal Sole e dalla Luna e della dimensioni di questi ultimi; in particolare fu Aristarco di Samo ad effettuare questi calcoli nella sua opera “Sulle dimensioni e distanze del Sole e della Luna”(con i dovuti errori, però). Quest’opera rappresenta il primo trattato di trigonometria a noi pervenuto: egli sviluppò questa teoria matematica partendo dal desiderio di studiare questi magnifici corpi celesti. Nella sua opera Aristarco arriva anche a un’altra importante conclusione; egli ipotizza il sistema eliocentrico basandosi sul metodo della parallasse, un antenato del nostro moderno metodo di misurare le distanze stellari. Possiamo intuire la parallasse facendo un piccolo esperimento, basta mettere un dito davanti ad uno dei nostri occhi e osservarlo a turno con un occhio solo, osserveremo che il dito cambia la sua posizione a seconda dell’occhio con cui lo guardiamo, questa cosa succede anche con le stelle, cambiano la loro posizione a seconda del punto da cui vengono osservate. La parallasse però diminuisce a grandi distanze, e Aristarco trovò che la parallasse solare era quasi inesistente, dunque concluse che il sole si trovava a grandissime distanze, ma poiché il sole ci appare grande anche ad occhio nudo, egli arrivò alla conclusione che le sue dimensioni erano molto più grandi di quelle della Terra e gli apparve insensato supporre che un corpo così grande come il Sole dovesse ruotare attorno alla terra: doveva essere il contrario.

Aristarco viene descritto da Cicerone come il suo astronomo preferito dei tempi antichi, ma colui che è riconosciuto come il padre della scienza astronomica fu sicuramente Ipparco di Nicea; egli scoprì la precessione degli equinozi, sviluppò un sistema affidabile per la previsione delle eclissi solari, catalogò più di mille stelle senza l’uso di un telescopio in base alla loro luminosità ( questo metodo è quello della magnitudine stellare, ancora usato) e, incredibile a dirsi, ipotizzò l’esistenza dell’ America (ovvero l’esistenza di un continente che separava l’Oceano Indiano e l’Oceano Atlantico) solo studiando le differenze fra le maree del mare Arabico e quelle delle coste di Spagna e Francia senza l’utilizzo di caravelle.

E’ ancora lunga la lista dei grandi matematici e astronomi greci, così come è immenso il contributo che hanno dato alla nostra concezione del mondo. Del resto, come pensare che il popolo tanto celebrato per la filosofia e per la letteratura non avesse dato il suo nobile contributo nelle scienze e nella matematica? I greci avevano capito l’importanza di queste discipline nell’ambito del sapere, non a caso alle porte della sua Accademia Platone aveva fatto scrivere: “non entri chi non è matematico”.

Antonio Tagliente

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