Quelli che cercano nel buio: l’uomo sulla Luna

Quelli che cercano nel buio: l’uomo sulla Luna

L’uomo non è stato il solo essere vivente a viaggiare nello spazio. Anzi, ha avuto dei predecessori: i microorganismi sullo Sputnik 1, il primo satellite artificiale in orbita intorno alla Terra. Correva invece l’anno 1957 quando a entrare in orbita fu poi la cagnetta Laika, lanciata nello spazio nel secondo volo orbitale terrestre. Nel 1961 fu invece il turno del primo essere umano a volare nello spazio esterno, il cosmonauta Jurij Gagarin, mentre Valentina Vladimirovna Tereškova fu la prima donna ad andarci due anni dopo. Qualcuno ha persino sostato sul nostro satellite.

Insignia dell'Apollo 11
Insignia dell’Apollo 11

“Qui uomini dal pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna…” recita una targa commemorativa in acciaio inossidabile lasciata sulla Luna dagli astronauti che per primi posarono il piede sulla sua candida superficie nel 1969. Si tratta del comandante Neil Alden Armstrong, del pilota del modulo lunare Edwin Eugene Aldrin e del pilota del modulo di comando Michael Collins, che rimase in orbita lunare durante l‘allunaggio e le varie operazioni sulla superficie lunare.

“…Siamo venuti in pace, per tutta l’umanità.”: la meraviglia, lo stupore e la curiosità, quella forza che spinge a navigare nell’ignoto, furono condivise anche dal resto dell’umanità che osservava da un monitor gli astronauti conquistare la Luna. Per cui, tornati sul pianeta Terra, gli astronauti vennero accolti come eroi. 

Raggiungere la Luna può significare tante cose, ma si tratta sopratutto di mettere in gioco le nostre capacità, cercando di rendere la vita sulla Terra migliore di quanto non lo sia ora, crescendo come umanità da ogni punto di vista. Questo è un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità.

Ma in fondo, perché esploriamo? Certo, per la ricerca scientifica, perché non c’è nulla di più entusiasmante che conoscere la natura. Perché esploriamo? Perché quello che abbiamo, per quanto grande, non appaga la nostra sete di conoscenza. Perché esploriamo? Per lo stesso motivo per cui scriviamo, perché in tutto, e sempre, cerchiamo un oltre. Perché esploriamo? Perché siamo fatti per cose grandi. E anche la Luna, grande e lontana, è forse piccola e vicina per questo nostro desiderio. Per questa ragione siamo già andati oltre. E oltre ancora andremo.

 

 

Giovanni Cozzolongo

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